Crisi d’impresa. Gli indici dell’allerta.

Il monitoraggio costante dell’attività aziendale attraverso l’elaborazione di appositi indici può consentire di intercettare i sintomi di una insorgente crisi economico — finanziaria. I principali  indici che nella prassi continuano ad essere  adottati sono quelli definiti dal CNDCEC nell’ambito del documento del 20 ottobre 2019 in ossequio all’art. 13 co.2 del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza che, nella formulazione originaria, aveva delegato all’organismo professionale il compito di elaborare, con cadenza almeno triennale, in riferimento ad ogni tipologia di attività economica, degli indici che, valutati unitariamente, potessero far ragionevolmente presumere la sussistenza di uno stato di crisi dell’impresa.

Nell’ambito del Documento dal titolo Crisi d’impresa. Gli indici dell’allerta il CNDCEC prevede  una struttura  “ad albero” degli indicatori di allerta. Nello specifico, la presenza di uno stato  di crisi è diagnosticata attraverso la preliminare rilevazione di:

  • ritardi reiterati e significativi nei pagamenti;
  • la presenza di un patrimonio netto negativo o inferiore al minimo di legge;
  • l’evidenza della non  sostenibilità del debito nei sei mesi successivi determinata attraverso l’impiego del DSCR – Debt Service Coverage Ratio.

Se la situazione di crisi non è stata intercettata da questi indicatori, si ricorre all’impiego combinato di cinque indici, che debbono allertarsi tutti congiuntamente, ossia:

Indice di indebitamento previdenziale o tributario.

Indice di sostenibilità degli oneri finanziari

Indice di adeguatezza patrimoniale

Indice del ritorno liquido dell’attivo

Indice di liquidità

Riferimenti normativi:

Documenti utili: